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Highlands Open 2026: l’Orienteering ad Asiago secondo Erebus Vicenza
Scritto da Terren Francesca
il 07-10-2026 alle 09:30:53

Di Filippo Zattra

 

Oltre 650 atleti, 900 ettari di bosco e una macchina organizzativa guidata dall’Erebus per i due giorni di Coppa Italia

 

“Mettere in piedi un evento richiede gioco di squadra, e avere voi a bordo fa la differenza. L'idea è semplice: lavorare insieme, divertirci e vivere un'esperienza collettiva che dia nuova linfa alle nostre tradizioni di quasi 40 anni. Bussole pronte e lanterne nel mirino: la rotta è tracciata e la squadra c'è. Buon Lavoro!”

Queste le parole con cui il nostro presidente ha inaugurato l’inizio di quest’avventura. E vi par poco? Andiamo con ordine…

Squadra: vocabolario Treccani alla voce 3.c “Nello sport, formazione organica che prende parte, come insieme unitario, a competizioni collettive”.

Decisamente una definizione che non calza a pennello con persone ed atleti abituati a trascorrere gran parte del tempo con bussola e cartina in una mano, sicard nell’altra e una mente concentrata a capire se quei tratti e colori che vede nel pezzo di carta che ha di fronte effettivamente corrispondano alla realtà che le circonda. Parliamo di donne e uomini abituati a vivere il tempo nel bosco immersi nei propri pensieri e guai, GUAI, a chi prova a rivolgere anche un semplice saluto: SHHHHH, siamo in gara!

Quindi, se queste sono le premesse, come si porta a casa una due giorni di Coppa Italia in quel di Asiago? Erebus lo fa con lo stesso stile con cui si affronta un nuovo terreno di gara: mettere in gioco tutte le proprie virtù e, come ci ricorda il Principe di Machiavelli, ricercare un pizzico di fortuna!

 

 

Di virtù in campo se ne sono viste di ogni: chi si è messo a stilare tabelle organizzative e orari, chi ha guidato con vigore il pickup, chi ha trasportato il materiale, chi partenza alta, chi partenza bassa, chi IL LABIRINTO, chi ha gestito arrivi classifiche e PM, chi ha tagliato i panettoni, chi ha tagliato gli alberi morti e/o schiantati a terra, chi ha tagliato i panini, chi ha contato le fette di prosciutto per i panini, chi ha messo a disposizione tutta la propria pazienza per la segreteria, chi ha gestito le mucche, chi ha fatto parcheggiare, chi ha impedito la circolazione a mezzi non autorizzati, chi ha allestito postazioni da spionaggio per fotografare gli atleti in gara senza rendere troppo evidente la presenza di un punto di passaggio, chi ha volato con il drone, chi ha posato e recuperato i punti ovvero gli Avengers e/o squadra Ginew del weekend, chi ha cartografato, chi ha tracciato, chi ha premiato e sponsorizzato, chi dietro a tutto ha tirato i fili, chi FABIO TRINCA COLONEL, chi ha fatto da mangiare, chi ha portato da bere, chi ha sistemato, chi ha mantenuto attiva la rete di contatti con le altre società, chi ha speakerato, chi ha raccolto i porcini, chi ha posizionato i ristori acqua, chi ha gestito i pernottamenti, chi chi, chi come e chi dio dell’orienteering.

Il briefing mattutino il nostro punto K, la tabella orari la nostra bussola, e come in ogni gara: si sa quando si parte, non si sa quando si finisce.

 

 

L’evento si è diviso in due gare: prova Middle il sabato, prova Long la domenica. Il terreno di gara si estende per circa 900 ettari tra Val Giardini e Hinterbech fino a Monte Zebio, con quota massima 1600 metri sul livello del mare fino ai 1044 m s.l.m. del campo gara nell’area del Convitto Statale “A. Farina”. Alle gare hanno partecipato circa 650 atleti in entrambe le giornate, dividendosi in categorie dalla M/W 10 fino alla M/W 81+.

Le competizioni hanno permesso ai partecipanti di gustarsi tratti di bosco corribile alternato a zone al gusto di misticanza dove le sfumature dal bianco al verde rendevano il sottobosco da “tecnico e appagante” a “severo e indimenticabile”. I numerosi sentieri stagionalmente battuti da abili fungaioli e talvolta da qualche cacciatore, hanno incorniciato i vari tracciati di gara portando i corridori anche a passare per alcuni elementi tristemente fondamentali e caratteristici dell’area: le trincee della Grande Guerra.

L’evento in due giornate baciate dal sole ha restituito prestazioni tra l’epico e il profano, con tanti sorrisi al traguardo, ma anche delusioni; non sono mancati imprevisti come ritiri e piccoli infortuni.

L’orienteering è tutto questo: chi corre e compete fino all’ultima lanterna, ma anche chi organizza allestisce e “lascia meglio di come ha trovato”!

 

Per questa settimana Erebus è stata dalla parte della cabina di regia, ma occhio, dalla prossima si torna con la bussola alla mano!

 

Qui le foto della GARA MIDDLE e delle PREMIAZIONI.

Qui le foto della GARA LONG e delle PREMIAZIONI.

 

 

 

 

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Erebus Vicenza protagonista nel weekend friulano della Coppa Italia MTB-O 🗺️🧭🚵🏼◪ 🥇🥈
Scritto da Terren Francesca
il 28-09-2026 alle 11:36:48
di Marco Brandolese
 
 
Un fine settimana da incorniciare per l'Erebus Orientamento Vicenza, impegnata in Friuli Venezia Giulia nelle due prove nazionali di MTB Orienteering valide per la Coppa Italia 2026.
Sabato a Cimano di San Daniele del Friuli si è disputata la Middle Distance, valida anche come Campionato Veneto MTB-O, mentre domenica a Trasaghis si è corsa la Long Distance su percorsi tecnici e selettivi che hanno esaltato le capacità fisiche e tecniche degli atleti.
 
 
Campionato Veneto: Erebus sul gradino più alto del podio
 
La giornata di sabato ha regalato grandi soddisfazioni ai colori vicentini con risultati di assoluto prestigio nel Campionato Veneto.
 
Straordinaria la prova di Silvano Tonolo, che ha conquistato il titolo di Campione Veneto 2026 nella categoria M70, confermando ancora una volta il proprio valore tra i migliori specialisti della disciplina.
 
 
MIDDLE M70
 
Grande soddisfazione anche per Emilio Frigo, autore di una prestazione di alto livello che gli è valsa il titolo di Campione Veneto M40, risultato che premia l'impegno e la costanza dimostrati durante tutta la stagione.
 
Completa il brillante bottino Erebus il secondo posto nel Campionato Veneto M50 conquistato da Marco Brandolese, che sale sul podio regionale al termine di una gara combattuta e ben gestita.
 
MIDDLE M40 MIDDLE M50
 
 
Domenica la conferma nella Long Distance
 
Anche nella Long di Trasaghis gli atleti Erebus hanno lasciato il segno.
 
Ancora protagonista assoluto Silvano Tonolo, capace di conquistare una nuova vittoria nella categoria M70 e di firmare così una splendida doppietta nel weekend friulano.
 
Buona anche la prestazione di Marco Brandolese, sesto classificato nella categoria M50, e di Emilio Frigo, ottavo nella M40, confermando la competitività della società vicentina anche a livello nazionale.
 
 
Coppa Italia: trionfo finale per Tonolo
 
Le soddisfazioni non si fermano alle singole gare del weekend. Grazie ai risultati ottenuti nell'arco dell'intera stagione, Silvano Tonolo conquista il primo posto assoluto nella classifica finale di Coppa Italia, coronando un'annata eccezionale con il più prestigioso riconoscimento nazionale della categoria.
 
M70 GENERALE
 
Da sottolineare inoltre il grande percorso di Marco Brandolese e Emilio Frigo, entrambi protagonisti fino all'ultima prova e capaci di sfiorare per un soffio il podio finale della Coppa Italia, mancato soltanto per pochi punti.
 
 
La trasferta friulana chiude quindi nel migliore dei modi una stagione ricca di soddisfazioni per l'Erebus Orientamento Vicenza, che torna a casa con due titoli regionali veneti, un argento regionale, due vittorie di categoria nel weekend e soprattutto con il successo assoluto di Silvano Tonolo nella classifica finale di Coppa Italia. Un risultato che conferma la qualità e la competitività del gruppo Erebus nel panorama nazionale della MTB Orienteering.
 
 

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Campionati Italiani Long e Staffetta 12-13 Settembre 2026 🗺️​🧭◪ 🏃🏃🏼‍♀️🌊⛰️🪶
Scritto da Mutterle Filippo
il 16-09-2026 alle 17:52:51
Lo scorso fine settimana i boschi che circondano lo splendido Lago Santo, un piccolo lago alpino della Val di Cembra (TN) a 1.200 metri di quota, hanno fatto da cornice al weekend più importante del calendario nazionale per la Corsa Orientamento: i Campionati Italiani Long di sabato 12 settembre e i Campionati Italiani a Staffetta di domenica 13 settembre.
 
 
 
 
Una due giorni organizzata in maniera impeccabile dall'A.S.D. Trento Orienteering, su terreni modellati dai ghiacci tra depositi morenici, boschi misti di abete, betulla e faggio.
 
"Secondo la leggenda, il Lago Santo deve il suo nome a un eremita che viveva sulle sue rive e conduceva una vita di preghiera e penitenza. La purezza del luogo e l’atmosfera di silenzio erano considerate così sacre che l’acqua stessa venne ritenuta benedetta, capace di portare pace e protezione a chi vi si avvicinava."
 
Informazioni ignorate dalla nostra compagine che, seppur portando in campo la solita goliardia, non ha ottenuto risultati degni di nota.
 
Nella gara sulla lunga distanza di sabato, l’Erebus si è presentata al via con 15 atleti, pronti ad affrontare tracciati selettivi caratterizzati da continui saliscendi e tratte lunghe che richiedevano sia gamba sia lucidità nelle scelte di percorso.
 
Domenica è stato invece il turno della gara a staffetta, massima espressione del nostro spirito di squadra. Grande tifo ad ogni passaggio tra paure e speranze per chi deve attendere il cambio!
 
Segnaliamo il gradito ritorno di Giacomo Guarda che, con l'aiuto di Michele Bittarello, ha permesso a Fabio Ronzani di battagliare per provare a centrare una top10 in M Elite.
 
Anche nelle categorie Master le nostre formazioni si sono difese: il trio composto da Alberto Mastrotto, Michele Cera e Filippo Mutterle ha chiuso la prova M35 (facile facile) al 6° posto assoluto (5° tra gli italiani), mentre in M45 Emilio Frigo, Mariano Bigarella e Fabio Trinca Colonel si sono piazzati all'8° posto (7° italiano). In M65 la coppia formata da Francesca Guarato e Renato Bortoliero, ha conquistato un bell'8° posto. 
 
La staffetta OPEN di Francesca Terren, Marco Brandolese e Marco Slanzi, purtroppo, esce di classifica a causa di un piccolo indiano, una punzonatura mancante nel punto spettacolo che vanifica l'ottimo terzo posto.
 
 
 
 
 
Un grande plauso a tutti i nostri atleti che hanno portato a termine con determinazione le due prove e un ringraziamento agli organizzatori per l'ottima riuscita dell'evento!
 
 
 
 

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Campionati Veneti in Friuli Venezia Giulia: febbre a ‘90! ◪ 🧭🌳🪨🔆
Scritto da Terren Francesca
il 08-09-2026 alle 12:26:02
Lo scorso fine settimana ci sono state le gare che assegnavano i titoli del Campionato Veneto CO a Staffetta e Long, a Valeriano (PN) e Sgonico (TS).
Ecco il sentito racconto di Michele Sartori.
 
 
 
Quest'anno i Campionati Veneti a Staffetta e Lunga Distanza di CO sono stati uniti a quelli del Friuli Venezia Giulia: sabato 5 settembre, nel pomeriggio, la gara a Staffetta nei mai banali boschi di Velariano (PN) e domenica 6 la Long nella "mitica" cartina di Sgonico (TS). L'Erebus non poteva mancare e, questa volta, si è presentato con il motto "pochi ma buoni"!
 
 
 
Nell'unica staffetta della squadra, Francesca Terren ha sostituito più che degnamente Michele Franco, obbligato a un momentaneo riposo. Con Michele Sartori hanno conquistato un ottimo 2° posto nella battagliata M45, dietro solamente alla prima delle tre staffette messe in campo dal Tarzo.
 
 
 
 
Dopo un lancio energico, l'emozionato Michele (la sua ultima staffetta risaliva agli anni ‘90) rimane in testa fino al 5° punto, dove, arrivato su uno dei pianori tipici di questi boschi, smette di dar retta alla bussola e si fa superare dall'esperto Roland Pin del Tarzo. Francesca, quindi, prende il testimone come seconda e, con una sicurezza disarmante ("le lanterne mi venivano incontro, quasi dovevo schivarle", ha dichiarato al termine della gara) e un buon parziale, mantiene la posizione fino alla fine: è argento!
 
 
          
 
 
Alla domenica per la gara Long a Sgonico, si aggiungono alla compagine Erebus Mariano Bigarella (M45) e Filippo Mutterle (M35), attirati anche loro dalle emozioni che solo il Carso può regalare: saliscendi tra colline e doline ricoperte da boschi di querce, muretti a secco, ma soprattutto tanti, tanti, tanti sassi. Insomma, un terreno che mette alla prova abilità orientistiche e caviglie.
 
Alla fine, la piccola rappresentanza Erebus ha sfornato degli eccellenti risultati.
 
Partiamo dai due primi posti, entrambi arrivati sul filo dei secondi: Filippo Mutterle, per soli 6”, nella M35 e Michele Sartori, per meno di 1 minuto, nella gremita M45. 
 
Francesca Terren, invece, nella W35, si porta a casa un meritatissimo secondo posto che, insieme all'altro argento del sabato, completa un weekend da incorniciare.
 
      
 
 
"Last but not least", un gran quarto posto, d'esperienza, dell'abile Mariano, anche lui nella M45, che, insieme al podio Sartori, Peretto (Misquillenses) e Pin (Tarzo), compone uno dei più classici quartetti vintage del Veneto anni '90.
 
 
 
 
 

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Hungária Kupa 2026 ◪ 🧭🌳🔆🍺
Scritto da Terren Francesca
il 31-08-2026 alle 12:47:18
Anche quest’anno è stata organizzata la consueta trasferta estiva e un nutrito gruppo di atleti Erebus ha partecipato all’Hungária Kupa 2026.
Rugiada De Vallier, Laura Corti, Giacomo Guarda, Fabio Ronzani, Marco Slanzi, Davide Dalla Motta, Francesca Terren, Michele Cera, Michele Franco e Giulio Rossetto sono stati affiancati da alcuni amici di altre società: Remo Madella della Polisportiva Punto Nord e, dall’Orienteering Galilei, Marco Ficili e i fratelli Scapin, Marta e Leonardo.
 
Ecco il racconto corale della bella settimana appena trascorsa.
 
 
Hungária Kupa 2026, una delle principali manifestazioni orientistiche ungheresi, disputata dal 19 al 23 agosto nella regione di Tolna, tra Bonyhád, Szekszárd e Váralja, con oltre 900 iscriitti da più di 25 Paesi: cinque giorni, 12 gare e ben 15 mappe diverse!
 
Per il gruppo è stata una trasferta internazionale a tutti gli effetti, con una buona componente agonistica, tante occasioni per confrontarsi con terreni e avversari nuovi ma soprattutto una bella vacanza sportiva da vivere insieme. Nel programma, oltre alle cinque gare classiche di orienteering, c'erano infatti quattro prove di Trail-O, una Mikrosprint, una Mobile-O e la storica Beer Relay.
 
 
Cinque giorni
 
Le cinque gare ufficiali della Hungária Kupa hanno proposto terreni e tracciati differenti,  accomunati da una caratteristica apprezzata da tutti: boschi generalmente puliti e molto corribili.
 
Le prime due giornate si sono svolte su due versanti della stessa valle “oscura” a Sötétvölgy. La middle della prima prova si è rivelata tecnicamente impegnativa ma piacevolmente scorrevole, grazie alla presenza di un sottobosco pulito. Il secondo giorno è stata la volta di una long accorciata, con un bosco dalla vegetazione simile ma con alcuni punti in cui la lettura della carta e la scelta della tratta hanno richiesto particolare attenzione.
 
day1     
 
Il terzo giorno la competizione si è spostata a Szekszárd, in ambiente urbano, per la prova sprint. Il tracciato era diviso in due parti: una prima sezione nella zona alta della cittadina, più veloce e caratterizzata da scelte di percorso relativamente scorrevoli, e una seconda parte nel centro, decisamente più tecnica, dove la presenza di un multipiano e le numerose possibilità di scelta hanno richiesto maggiore attenzione.
 
 
Gli ultimi due giorni hanno riportato la competizione nel bosco, a Váralja, su terreni ancora diversi. La long accorciata del quarto giorno presentava profonde valli, talvolta non semplicissime da attraversare, che potevano diventare determinanti nella scelta delle tratte. L'ultima middle si è invece disputata in una valle dalla vegetazione più varia, con boschi aperti ricchi di canalette e avvallamenti, prati e alcune zone più fitte.
 
   
 
Tracciati che, soprattutto nelle ultime due giornate, non hanno presentato difficoltà tecniche particolari, ma che hanno premiato soprattutto la capacità di correre bene, mantenere il ritmo e sfruttare al meglio il terreno.
 
 
 
I risultati
 
Nelle categorie assolute, in M21A (“la categoria più dura, dato che non era prevista l’elite”) Giacomo Guarda ha chiuso al 9° posto e Fabio Ronzani 15°. Nella W21A, invece, Marta Scapin è arrivata 9ª e Rugiada De Vallier 10ª.
 
Nella M21B Marco Slanzi ha conquistato il 3° posto, con Marco Ficili 7°.
 
Davide Dalla Motta, in M21B, e Laura Corti, in W21B, non hanno concluso tutte e cinque le prove, ma hanno avuto un’ottima occasione per fare esperienza su terreni nuovi e in una manifestazione internazionale.
 
Tra i master, Francesca Terren ha conquistato il 2° posto in W35A e Michele Cera ha chiuso 8° in M35A, unico del gruppo a completare tutte e cinque le prove: Michele Franco e Leonardo Scapin sono stati purtroppo costretti a rinunciare all'ultima gara a causa di infortuni.
 
In M50Br Remo Madella ha chiuso 4°, a soli 12 secondi dal podio, mentre nell'Open Short Giulio Rossetto ha ottenuto l'8° posto.
 
 
 
 
Mikrosprint
 
Tra le "gare strane" della Hungária Kupa, la famigerata Mikrosprint era una prova decisamente particolare: due manche su una carta in scala 1:1000 dove velocità e precisione erano fondamentali. Ma proprio delle imprecisioni nella cartografia del boschetto dove si sono svolte le gare hanno sollevato diversi malumori.
 
 
I nostri hanno raccolto comunque qualche buon risultato: Fabio Ronzani 2° di categoria nella prima manche e Remo Madella 1° tra i senior; nella seconda si sono messi in evidenza Giacomo Guarda 2°, Michele Cera 4° e ancora Remo 3° tra i senior.
 
La seconda manche ha però riservato qualche rimpianto: Fazio, MicF, Slanzo, Rugi, Marco e Marta sono rimasti fuori classifica per punzonature errate o mancanti. Un peccato soprattutto per Fazio, che dopo il secondo posto della prima prova non ha potuto giocarsi la classifica finale.
 
Nonostante questo, sono arrivati due podi overall: Giacomo 3° nella categoria Uomini e Remo 2° tra i senior, mentre Michele e Francesca hanno chiuso entrambi al 6° posto nelle rispettive categorie. Una gara particolare dal format divertente, insomma, che ha regalato soddisfazioni e qualche lezione sull'importanza della precisione (anche agli organizzatori?).
 
 
 
Mobile-O
 
Il venerdì pomeriggio è stato il momento del Mobile-O, nel centro di Szekszárd, con una formula sfidante e divertente: le squadre, composte da due atleti, dovevano affrontare due percorsi guidandosi reciprocamente attraverso il telefono. I tracciati, sviluppati nella parte alta della cittadina, erano tutt'altro che banali, tra vie, viuzze, scalette e diverse possibilità di scelta. Oltre a leggere correttamente la carta e trovare i punti, diventava fondamentale capirsi al volo e comunicare bene con il proprio compagno.
 
Il gruppo si è presentato con diverse coppie, dando vita anche ad una bella sfida interna, vinta dai The best(ie) - Jack e Fazio - davanti agli Ammaccherai l'elmo del Re - Remo e Lepre -, FranCorti - MicF e Laura -, Barbulos - Momo e Slanzo -, FRANeRUGGenti - Fran e Rugi - e Sando Beach - Marta e Marco -.
 
Si dice che il Mobile-O possa mettere alla prova anche le coppie più affiatate: a Szekszárd nessun litigio e nessun divorzio, anzi! La gara ha confermato la coesione e la voglia di divertirsi insieme!
 
 
 
Trail-O
 
Ad arricchire il programma c'erano anche quattro prove di Trail-O, specialità PreO Sprint, tracciate sapientemente da Zoltán Miháczi.
Le gare hanno accompagnato la Hungária Kupa per quattro giorni, portando gli atleti della precisione in ambienti molto diversi: dai terreni boschivi di Sötétvölgy al centro di Szekszárd, fino alla prova serale di Bonyhád.
Una disciplina che richiede un approccio leggermente diverso dall'orienteering tradizionale: attenzione alla carta, all'interpretazione del terreno, alla posizione esatta dei punti e velocità nella risoluzione dei quesiti.
 
E proprio qui è arrivato uno dei risultati più importanti dell'intera trasferta.
 
Michele Cera, già campione del mondo Pre-O, ha vinto la classifica complessiva del Trail-O, costruendo il successo con una bella progressione nel corso della settimana.
 
Alle sue spalle, sul terzo gradino del podio, si è classificato Remo Madella, costante nelle prime posizioni della classifica delle singole prove.
 
 
 
 
Beer Relay (o, come la chiamano lì, Sör-Borvált-O)
 
Se c'era una gara capace di riassumere meglio di tutte lo spirito della Hungária Kupa, probabilmente era la Beer Relay, la gara che conta davvero e che da sola giustifica l’intera trasferta.
 
La staffetta più goliardica della settimana ha visto al via tre squadre del gruppo, con qualche cambio dell'ultimo momento: le FRANeRUGGenti, i Lepranzio e i FranchiRonzanti, divenuti poi MomiRonzanti.
 
Qui il livello di agonismo dei team ungheresi è decisamente difficile da eguagliare: per loro la Beer Relay è una cosa seria. Per noi, invece, è soprattutto l'occasione per divertirsi, anche se le sfide interne sono state tutt'altro che tranquille.
Tra risate, tecniche di "sgaso" della birra più o meno ortodosse e cambi di ritmo, la gara si è trasformata in una sfida fino all'ultimo metro.
 
 
E proprio mentre gli ultimi rimasti in campo gara si stavano riprendendo da questa impresa mangiando lángos o facendo capriole, arriva il polpo di scena tra l’incredulità di tutti e delle protagoniste stesse: le FRANeRUGGenti vincono la categoria femminile!
 
Il motivo? A quanto pare, sono state l'unico team femminile ad aver completato correttamente tutti i percorsi, dimostrando tenacia e lucidità nonostante i 2 litri di birra ingeriti.
 
Un risultato che, al di là della classifica, racconta perfettamente l'atmosfera della trasferta: anche quando la competizione si fa scanzonata, nessuno rinuncia a provarci fino in fondo!
 
 
 
Ma siamo pure in vacanza!
 
Cinque giorni di gare fitte e impegnative richiedevano anche qualche momento per recuperare e rilassarsi. E così, accanto alle mappe, ai percorsi e alle classifiche, la trasferta è stata contornata da altre piacevoli attività: una cena fuori a godere della cucina tipica locale, un pomeriggio in piscina, prelibate cene preparate insieme a casa, serate a giocare e a rivedere i percorsi, aperitivi rilassanti, una capatina al Lago Balaton, discutibili cocktail in “discoteca”, teli stesi a rimirar le stelle.
 
Alla fine, forse, è proprio questa la cosa più riuscita della trasferta: avere portato un gruppo di amici orientisti a condividere una settimana di sport e allegria, con la voglia di competere, imparare, stare insieme e divertirsi.
 
 
E già si pensa a tornare il prossimo anno, quando le gare della Hungária Kupa faranno da contorno ai WOC!
 
 
 
 
 

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