Anche quest’anno è stata organizzata la consueta trasferta estiva e un nutrito gruppo di atleti Erebus ha partecipato all’Hungária Kupa 2026.
Rugiada De Vallier, Laura Corti, Giacomo Guarda, Fabio Ronzani, Marco Slanzi, Davide Dalla Motta, Francesca Terren, Michele Cera, Michele Franco e Giulio Rossetto sono stati affiancati da alcuni amici di altre società: Remo Madella della Polisportiva Punto Nord e, dall’Orienteering Galilei, Marco Ficili e i fratelli Scapin, Marta e Leonardo.
Ecco il racconto corale della bella settimana appena trascorsa.
Hungária Kupa 2026, una delle principali manifestazioni orientistiche ungheresi, disputata dal 19 al 23 agosto nella regione di Tolna, tra Bonyhád, Szekszárd e Váralja, con oltre 900 iscriitti da più di 25 Paesi: cinque giorni, 12 gare e ben 15 mappe diverse!
Per il gruppo è stata una trasferta internazionale a tutti gli effetti, con una buona componente agonistica, tante occasioni per confrontarsi con terreni e avversari nuovi ma soprattutto una bella vacanza sportiva da vivere insieme. Nel programma, oltre alle cinque gare classiche di orienteering, c'erano infatti quattro prove di Trail-O, una Mikrosprint, una Mobile-O e la storica Beer Relay.
Cinque giorni
Le cinque gare ufficiali della Hungária Kupa hanno proposto terreni e tracciati differenti, accomunati da una caratteristica apprezzata da tutti: boschi generalmente puliti e molto corribili.
Le prime due giornate si sono svolte su due versanti della stessa valle “oscura” a Sötétvölgy. La middle della prima prova si è rivelata tecnicamente impegnativa ma piacevolmente scorrevole, grazie alla presenza di un sottobosco pulito. Il secondo giorno è stata la volta di una long accorciata, con un bosco dalla vegetazione simile ma con alcuni punti in cui la lettura della carta e la scelta della tratta hanno richiesto particolare attenzione.
Il terzo giorno la competizione si è spostata a Szekszárd, in ambiente urbano, per la prova sprint. Il tracciato era diviso in due parti: una prima sezione nella zona alta della cittadina, più veloce e caratterizzata da scelte di percorso relativamente scorrevoli, e una seconda parte nel centro, decisamente più tecnica, dove la presenza di un multipiano e le numerose possibilità di scelta hanno richiesto maggiore attenzione.
Gli ultimi due giorni hanno riportato la competizione nel bosco, a Váralja, su terreni ancora diversi. La long accorciata del quarto giorno presentava profonde valli, talvolta non semplicissime da attraversare, che potevano diventare determinanti nella scelta delle tratte. L'ultima middle si è invece disputata in una valle dalla vegetazione più varia, con boschi aperti ricchi di canalette e avvallamenti, prati e alcune zone più fitte.
Tracciati che, soprattutto nelle ultime due giornate, non hanno presentato difficoltà tecniche particolari, ma che hanno premiato soprattutto la capacità di correre bene, mantenere il ritmo e sfruttare al meglio il terreno.
I risultati
Nelle categorie assolute, in M21A (“la categoria più dura, dato che non era prevista l’elite”) Giacomo Guarda ha chiuso al 9° posto e Fabio Ronzani 15°. Nella W21A, invece, Marta Scapin è arrivata 9ª e Rugiada De Vallier 10ª.
Nella M21B Marco Slanzi ha conquistato il 3° posto, con Marco Ficili 7°.
Davide Dalla Motta, in M21B, e Laura Corti, in W21B, non hanno concluso tutte e cinque le prove, ma hanno avuto un’ottima occasione per fare esperienza su terreni nuovi e in una manifestazione internazionale.
Tra i master, Francesca Terren ha conquistato il 2° posto in W35A e Michele Cera ha chiuso 8° in M35A, unico del gruppo a completare tutte e cinque le prove: Michele Franco e Leonardo Scapin sono stati purtroppo costretti a rinunciare all'ultima gara a causa di infortuni.
In M50Br Remo Madella ha chiuso 4°, a soli 12 secondi dal podio, mentre nell'Open Short Giulio Rossetto ha ottenuto l'8° posto.
Mikrosprint
Tra le "gare strane" della Hungária Kupa, la famigerata Mikrosprint era una prova decisamente particolare: due manche su una carta in scala 1:1000 dove velocità e precisione erano fondamentali. Ma proprio delle imprecisioni nella cartografia del boschetto dove si sono svolte le gare hanno sollevato diversi malumori.
I nostri hanno raccolto comunque qualche buon risultato: Fabio Ronzani 2° di categoria nella prima manche e Remo Madella 1° tra i senior; nella seconda si sono messi in evidenza Giacomo Guarda 2°, Michele Cera 4° e ancora Remo 3° tra i senior.
La seconda manche ha però riservato qualche rimpianto: Fazio, MicF, Slanzo, Rugi, Marco e Marta sono rimasti fuori classifica per punzonature errate o mancanti. Un peccato soprattutto per Fazio, che dopo il secondo posto della prima prova non ha potuto giocarsi la classifica finale.
Nonostante questo, sono arrivati due podi overall: Giacomo 3° nella categoria Uomini e Remo 2° tra i senior, mentre Michele e Francesca hanno chiuso entrambi al 6° posto nelle rispettive categorie. Una gara particolare dal format divertente, insomma, che ha regalato soddisfazioni e qualche lezione sull'importanza della precisione (anche agli organizzatori?).
Mobile-O
Il venerdì pomeriggio è stato il momento del Mobile-O, nel centro di Szekszárd, con una formula sfidante e divertente: le squadre, composte da due atleti, dovevano affrontare due percorsi guidandosi reciprocamente attraverso il telefono. I tracciati, sviluppati nella parte alta della cittadina, erano tutt'altro che banali, tra vie, viuzze, scalette e diverse possibilità di scelta. Oltre a leggere correttamente la carta e trovare i punti, diventava fondamentale capirsi al volo e comunicare bene con il proprio compagno.
Il gruppo si è presentato con diverse coppie, dando vita anche ad una bella sfida interna, vinta dai The best(ie) - Jack e Fazio - davanti agli Ammaccherai l'elmo del Re - Remo e Lepre -, FranCorti - MicF e Laura -, Barbulos - Momo e Slanzo -, FRANeRUGGenti - Fran e Rugi - e Sando Beach - Marta e Marco -.
Si dice che il Mobile-O possa mettere alla prova anche le coppie più affiatate: a Szekszárd nessun litigio e nessun divorzio, anzi! La gara ha confermato la coesione e la voglia di divertirsi insieme!
Trail-O
Ad arricchire il programma c'erano anche quattro prove di Trail-O, specialità PreO Sprint, tracciate sapientemente da Zoltán Miháczi.
Le gare hanno accompagnato la Hungária Kupa per quattro giorni, portando gli atleti della precisione in ambienti molto diversi: dai terreni boschivi di Sötétvölgy al centro di Szekszárd, fino alla prova serale di Bonyhád.
Una disciplina che richiede un approccio leggermente diverso dall'orienteering tradizionale: attenzione alla carta, all'interpretazione del terreno, alla posizione esatta dei punti e velocità nella risoluzione dei quesiti.
E proprio qui è arrivato uno dei risultati più importanti dell'intera trasferta.
Michele Cera, già campione del mondo Pre-O, ha vinto la classifica complessiva del Trail-O, costruendo il successo con una bella progressione nel corso della settimana.
Alle sue spalle, sul terzo gradino del podio, si è classificato Remo Madella, costante nelle prime posizioni della classifica delle singole prove.
Beer Relay (o, come la chiamano lì, Sör-Borvált-O)
Se c'era una gara capace di riassumere meglio di tutte lo spirito della Hungária Kupa, probabilmente era la Beer Relay, la gara che conta davvero e che da sola giustifica l’intera trasferta.
La staffetta più goliardica della settimana ha visto al via tre squadre del gruppo, con qualche cambio dell'ultimo momento: le FRANeRUGGenti, i Lepranzio e i FranchiRonzanti, divenuti poi MomiRonzanti.
Qui il livello di agonismo dei team ungheresi è decisamente difficile da eguagliare: per loro la Beer Relay è una cosa seria. Per noi, invece, è soprattutto l'occasione per divertirsi, anche se le sfide interne sono state tutt'altro che tranquille.
Tra risate, tecniche di "sgaso" della birra più o meno ortodosse e cambi di ritmo, la gara si è trasformata in una sfida fino all'ultimo metro.
E proprio mentre gli ultimi rimasti in campo gara si stavano riprendendo da questa impresa mangiando lángos o facendo capriole, arriva il polpo di scena tra l’incredulità di tutti e delle protagoniste stesse: le FRANeRUGGenti vincono la categoria femminile!
Il motivo? A quanto pare, sono state l'unico team femminile ad aver completato correttamente tutti i percorsi, dimostrando tenacia e lucidità nonostante i 2 litri di birra ingeriti.
Un risultato che, al di là della classifica, racconta perfettamente l'atmosfera della trasferta: anche quando la competizione si fa scanzonata, nessuno rinuncia a provarci fino in fondo!
Ma siamo pure in vacanza!
Cinque giorni di gare fitte e impegnative richiedevano anche qualche momento per recuperare e rilassarsi. E così, accanto alle mappe, ai percorsi e alle classifiche, la trasferta è stata contornata da altre piacevoli attività: una cena fuori a godere della cucina tipica locale, un pomeriggio in piscina, prelibate cene preparate insieme a casa, serate a giocare e a rivedere i percorsi, aperitivi rilassanti, una capatina al Lago Balaton, discutibili cocktail in “discoteca”, teli stesi a rimirar le stelle.
Alla fine, forse, è proprio questa la cosa più riuscita della trasferta: avere portato un gruppo di amici orientisti a condividere una settimana di sport e allegria, con la voglia di competere, imparare, stare insieme e divertirsi.
E già si pensa a tornare il prossimo anno, quando le gare della Hungária Kupa faranno da contorno ai WOC!